Papa Francesco: “Xenofobia una malattia. Sarà sconfitta da potenti invasioni”

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Roma, 11 set – Papa Francesco, sul volo di ritorno dall’Africa, torna a lanciare uno dei suoi allarmi preferiti: quello contro la xenofobia. Stavolta l’ha definita una malattia e l’ha messa in correlazione con il populismo. E circa le sue posizioni sui temi sociali e politici, ci tiene a precisare che non è “comunista”, perché dice “le stesse cose di Giovanni Paolo II”. “Le xenofobie tante volte cavalcano sui cosiddetti populismi politici. Ho detto la settimana scorsa o l’altra che delle volte sento in alcuni posti discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel ’34“. Così il Pontefice risponde ad una domanda su cosa nel pensa del problema dell’educazione dei giovani in Africa. “Si vede – ha aggiunto Bergoglio – che c’è un ritornello in Europa, ma anche in Africa. Io ho letto sui giornali di questo problema della xenofobia. Ma non è un problema solo dell’Africa, è una malattia umana, come il morbillo. E’ una malattia, ti viene, entra in un Paese, entra in un continente. E mettiamo muri, no? E i muri lasciano soli coloro che li fabbricano. Sì, lasciano fuori tanta gente, ma coloro che rimangono dentro i muri rimarranno soli, e alla fine della storia sconfitti per delle invasioni potenti“. Il modo di non rimanere sconfitti è l’accoglienza, sembra essere il ragionamento del Pontefice. “Ma la xenofobia è una malattia: una malattia ‘giustificabile’, tra virgolette, non la purezza della razza, ad esempio, per nominare una xenofobia del secolo scorso”.

“Non sono comunista, dico le stesse cose di Giovanni Paolo II”

Alla domanda se tema uno scisma nella Chiesa Usa, Papa Bergoglio ha replicato che è “il Concilio Vaticano II che ha creato queste cose, forse lo stacco più conosciuto è quello di Lefevbre, sempre c’è l’azione scismatica nella Chiesa”. Secondo il Pontefice, “uno scisma è sempre uno stato elitario, dall’ideologia staccata dalla dottrina, una ideologia, forse giusta, ma che entra nella dottrina e la stacca, e diventa dottrina, tra virgolette, ma per un tempo”. Per evitare gli scismi, “io rispondo alle critiche, tutto questo lo faccio. Ma questo è uno dei risultati del Vaticano II, non è che questo Papa o l’altro Papa o l’altro Papa… Ad esempio. Le cose sociali che io dico sono le stesse che ha detto Giovanni Paolo II, le stesse, io copio lui. ‘Ma il Papa è troppo comunista, eh’, entrano delle ideologie nella dottrina, e quando la dottrina scivola sulla ideologia, lì c’è la possibilità di uno scisma”.

Amazzonia e biodiversità

Papa Bergoglio ha parlato anche dell’Amazzonia, prendendo posizioni che farebbero la gioia della piccola Greta e di tutti gli integralisti ambientalisti. I “governanti stanno facendo di tutto per l’Amazzonia?”, la domanda di alcuni giornalisti. “Alcuni più, alcuni meno”, la sua risposta. Ma il Pontefice ha sottolineato che “la lotta più grande è quella per la biodiversità. La difesa dell’ambiente naturale la portano avanti i giovani che hanno una grande coscienza, perché dicono: ‘Il futuro è nostro’”.

Ludovica Colli

fonte Il Primato Nazionale

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